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Benefici dell'attività fisica

I benefici dell'educazione fisica sui ragazzi e sulle persone adulte sono notevoli. Un'attività fisica regolare può aiutare a migliorare la funzione cardiorespiratoria, rinforzare ossa e muscoli, controllare il peso, ridurre i sintomi di ansia e depressione e ridurre il rischio di sviluppare condizioni di salute come:

  • Cardiopatia.

  • Cancro.

  • Diabete di tipo 2.

  • Ipertensione.

  • Osteoporosi.

  • Obesità.

L'inattività fisica può:

  • Portare a uno squilibrio energetico (p. es., consumare meno energia attraverso l'attività fisica rispetto a quella consumata attraverso la dieta) e può aumentare il rischio di sovrappeso o obesità.

  • Aumentare il rischio di fattori per malattie cardiovascolari, tra cui iperlipidemia (p. es., livelli elevati di colesterolo e trigliceridi), ipertensione, obesità e insulino-resistenza e intolleranza al glucosio.

  • Aumentare il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

  • Aumentare il rischio di sviluppare tumori al seno, al colon, all'endometrio e ai polmoni.

  • Causare una bassa densità ossea, che a sua volta porta all'osteoporosi.

Sedentarietà nella popolazione

Recentemente l'Istat ha pubblicato la decima edizione del Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) del 2022.

Quest' indagine analizza nel dettaglio l’andamento nel tempo e il confronto con il periodo pre-pandemia dei diversi indicatori in 12 aree in cui è articolato il “benessere” delle persone: Salute; Istruzione e formazione; Lavoro e conciliazione dei tempi di vita; Benessere economico; Relazioni sociali; Politica e istituzioni; Sicurezza; Benessere soggettivo; Paesaggio e patrimonio culturale; Ambiente; Innovazione, ricerca e creatività; Qualità dei servizi.

Per quanto riguarda lo Sport e l’attività fisica sale la quota delle persone sedentarie in Italia, che raggiunge il 36,3%.

Nonostante il gender gap si sia ridotto dal 2010 (7,8%) al 2022 (5,1%), le donne risultano ancora essere più sedentarie rispetto agli uomini con una percentuale di 38,8% contro il 33,7%. La sedentarietà aumenta con il crescere dell’età: 2 persone su 10 tra gli adolescenti e i giovani fino a 24 anni fino ad interessare quasi 7 persone su 10 tra la popolazione di 75 anni e più.

L’indicatore della sedentarietà mette in evidenza un significativo peggioramento rispetto al 2021 poiché pari al 32,5% (+3,8 punti percentuali) ma si riallinea ai livelli registrati nel periodo pre-pandemico 2018-2019 (35,7% e 35,5%).

Risulta, invece, stabile il dato relativo al sovrappeso che nel 2021 si attesta al 44,4% e nel 2022 interessa il 44,5% tra le persone di 18 anni e più con una percentuale maggiore degli uomini (53,4%) rispetto alle donne (36%). Anche l’eccesso di peso aumenta con il crescere dell’età: a partire dalla fascia di età 45-54 anni riguarda quasi 5 persone su 10 e nelle regioni del Sud (49,7%).

Titolo di studio e sovrappeso risultano essere correlati: è in eccesso di peso il 55,2% di chi ha un titolo di studio basso rispetto al 33,9% di chi possiede la laurea o un titolo di studio superiore.



Raccomandazioni per l'attività fisica


Nel 2020 l'OMS ha pubblicato le “WHO guidelines on physical activity and sedentary behaviour” aggiornando le raccomandazioni riguardanti la quantità (frequenza, intensità e durata) e il tipo di attività fisica che bambini e adolescenti (5-17 anni), adulti (18+) e anziani (65+) dovrebbero svolgere per ottenere benefici significativi e ridurre i rischi per la salute.

Secondo l'Oms per i bambini e gli adolescenti sarebbe necessario praticare almeno 60 minuti al giorno di attività fisica moderata. In generale sarebbe necessario praticare un' attività:

  • Aerobica: la maggior parte dei 60 minuti o più al giorno dovrebbe essere attività fisica aerobica di intensità moderata, e almeno tre volte alla settimana di intensità vigorosa.

  • Rafforzamento muscolare: all'interno di questi 60 minuti o più di attività fisica quotidiana, i bambini e gli adolescenti dovrebbero includere un'attività di rafforzamento muscolare almeno 3 giorni a settimana.


L’attività di moderata intensità si caratterizza normalmente per un dispendio energetico superiore a quello a riposo, consentendo solitamente di poter parlare agevolmente ma non cantare. L’esempio classico è quello della marcia a passo sostenuto.

L’attività di intensità vigorosa induce invece un dispendio energetico più elevato. A tale intensità normalmente diventa più difficoltoso conversare, tanto da non riuscire a pronunciare che poche parole prima di riprendere fiato. Un esempio di tale forma di attività fisica è quello della corsa a ritmo lento (Jogging).


Per gli adulti invece sarebbe necessario secondo le raccomandazioni Oms, praticare nel corso della settimana almeno 150-300 minuti di attività fisica aerobica d’intensità moderata oppure almeno 75-150 minuti di attività vigorosa più esercizi di rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari almeno 2 volte a settimana.


Infine per l'Oms, gli anziani (adulti over65 anni) dovrebbero svolgere:

almeno 150-300 minuti alla settimana di attività fisica aerobica di moderata intensità o almeno 75-150 minuti di attività fisica aerobica a intensità vigorosa ogni settimana o una combinazione equivalente di attività con intensità moderata e vigorosa per migliorare la salute cardiorespiratoria e muscolare, ridurre il rischio di malattie croniche non trasmissibili, depressione e declino cognitivo.


I livelli di attività fisica sono raggiungibili anche svolgendo le normali occupazioni, che fanno parte della vita quotidiana in base all’età: per i più giovani con giochi di movimento, sport, svago, educazione motoria scolastica, spostamenti a piedi e in bicicletta, per gli adulti con spostamenti attivi, attività lavorative o di svago, occupazioni domestiche o sport, per i più anziani con spostamenti non motorizzati, attività del tempo libero, giardinaggio, occupazioni domestiche o grazie ad alcuni sport. In base all’età, quindi, il contesto per la pratica dell’attività fisica può essere diverso: la scuola, la famiglia, la comunità, l’ambiente lavorativo o sportivo. In tutte le età, i livelli raccomandati vanno intesi come un limite minimo: chi riesce a superarli ottiene ulteriori benefici per la propria salute.


Gli effetti deleteri delle ore passate in condizioni di sedentarietà sono indipendenti dal livello di attività fisica nel tempo libero e sono riscontrabili anche negli individui che raggiungono la quantità di attività fisica raccomandata. È possibile che persone fisicamente attive, possano essere al tempo stesso sedentarie, perché, ad esempio, dopo una sessione mattutina di esercizio, trascorrono seduti buona parte del rimanente tempo giornaliero (es. vanno e tornano dal lavoro in auto e rimangono seduti alla scrivania per l’intera giornata lavorativa).

La condizione più rischiosa è quella delle persone inattive e sedentarie. E' quindi opportuno raccomandare a tutte le persone adulte di interrompere frequentemente i periodi in cui si sta in posizione seduta o reclinata, idealmente almeno ogni 30 minuti, con periodi anche brevi (2-3 minuti) di camminate, esercizi “a corpo libero” sul posto (ad esempio piegamenti sulle gambe, effettuati anche semplicemente alzandosi ripetutamente da una sedia o dal divano) o alternare periodicamente la posizione seduta con quella in piedi (ad es. ogni 30 minuti).

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