Life skills in educazione fisica

Uno degli scopi dell'educazione fisica è quello di insegnare le life skills.

I nostri giovani alunni incontrano durante le nostre lezioni diverse situazioni di successo, insuccesso, devono affrontare conflitti con gli altri e con sé stessi.

In specifico, gli obiettivi di rispetto, fatica, collaborazione, partecipazione, aiuto reciproco, leadership, sono insiti nell'insegnamento dell'educazione fisica.

Insegnare abilità per la vita attraverso l'educazione fisica, come il rispetto di sé e degli altri, capacità di team building e pensiero critico e creativo, può creare un ambiente di apprendimento più inclusivo e rispettoso nell'educazione fisica, coinvolgendo così più studenti nel processo di apprendimento

Ci sono diversi modelli che sono stati usati con successo come quadri curriculari per aiutare gli insegnanti a strutturare i loro programmi, adattare le loro strategie di insegnamento e coinvolgere i loro studenti nella promozione della responsabilità personale e sociale. Un modello che è stato utilizzato con successo in molti contesti diversi è il modello di insegnamento della responsabilità personale e sociale (TPSR) di Don Hellison (1995).

Il modello TPSR di Hellison si compone di cinque livelli di responsabilità:

  1. Rispetto dei diritti e dei sentimenti degli altri, es. coinvolgimento nella risoluzione pacifica e democratica dei conflitti

  2. Partecipazione e impegno - es. motivazione nell'esecuzione del compito

  3. Autoefficacia - es. definire e stabilire per sé stessi obiettivi appropriati e lavorano in maniera autonoma sui compiti proposti

  4. Aiutare gli altri e la leadership - es. cura e compassione nei confronti degli altri

  5. Fuori dalla palestra - es. essere un modello positivo fuori dal contesto scolastico

Il modello TPSR è ancora più efficace se integrato in un programma di ed. fisica.

I livelli di Hellison possono essere tradotti in regole di classe. Sviluppato da Graham et al. (1998), queste regole di classe sono:

  • "Rispetta i compagni di classe, l'insegnante e l'attrezzatura. "

  • " Prova tutto - e sforzati. "

  • " Fai quello che si suppone di fare, anche se l'insegnante non è presente. "

  • " Aiuta gli altri ". (P. 116)





Come mettere in pratica le life skills in palestra?


Dedicare tempo per la relazione

L'insegnante di educazione fisica dovrebbe dedicare sempre tempo all'ascolto dei suoi studenti. Dovrebbe interessarsi di come stanno, se hanno fatto qualche nuova attività sportiva, ecc. Questo può avvenire sia all'inizio che alla fine della lezione o anche nelle pause che concediamo agli alunni durante la giornata.


Rendere consapevoli gli alunni

E' bene all'inizio della lezione spiegare ai ragazzi quali saranno gli obiettivi e lo scopo di quella attività. Ricordando loro anche quali competenze sociali serviranno per svolgere bene il gioco o la partita. A seconda dell'obiettivo che ci siamo prefissati, potremmo chiedere di concentrarsi sul loro impegno, sulla responsabilità o sulla collaborazione con i compagni.


Affidare agli alunni dei ruoli all'interno della palestra

E' possibile assegnare agli alunni dei compiti nella palestra nel rispetto della sicurezza. Questo permetterà loro di migliorare la capacità di problem solving e li responsabilizzerà.

Si potrebbe affidare il compito di segretario, per rilevare e scrivere misure e test; il ruolo di arbitro o giudice. A volte si può anche definire un "dimostratore", un alunno che sa già praticare quello sport per dare un esempio adeguato della tecnica da riprodurre;

oppure si può affidare l'incarico di magazziniere, in modo che un alunno gestisca il materiale e aiuti l'insegnante nel prelevare piccoli attrezzi.

Questi ruoli possono variare a seconda del periodo e anche delle discipline sportive praticate.


Riflessione finale

Al termine della lezione chiedere sempre agli alunni cosa gli è piaciuto e cosa non gli è piaciuto. Sarebbe importante ascoltare le opinioni di tutti e che gli alunni esprimessero le loro preferenze: cosa hanno trovato difficile o non piacevole nelle attività proposte. Molte volte il tempo è poco e si può ricorrere a test di autovalutazione dell'attività, ma credo che far esprimere i ragazzi di persona permetta di ottenere commenti, suggerimenti su cosa migliorare per la coesione del gruppo e la motivazione degli stessi alunni.

Nello stesso momento si può chiedere agli alunni quali competenze relazionali hanno messo in atto nella lezione appena trascorsa.


Hellison, D. (2003). Teaching responsibility through physical activity (2nd ed). Champaign, IL: Human Kinetics.

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